La Palestra dell'anima

Itinerari esistenziali
individuali e di gruppo
ALLA SCOPERTA DI SE STESSI

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PER TUTTI COLORO CHE HANNO BISOGNO DI
RITROVARSI.
Progetto di Floriana Zerbini
“...una volta prese in mano le anime di cui è la condizione,
la filosofia offre loro con dolcezza...le sue ragioni”
(Platone- Fedone 83a)
Progetto di una Palestra per l'Anima
L'attività pratica della Palestra dell'Anima consiste in unaarticolata attività di “allenamento” ed “esercizio filosofico”da cominciare in gruppo e da prolungare nella vita di tutti i giorni.
Questo progetto nasce dalla consapevolezza di come la vita sia una straordinaria “palestra per l'anima” e dal proposito filosofico esistenziale di “allenarsi” a viverla nel “migliore dei mo-n-di possibili”. Il counseling filosofico ne costituisce l' "alfa e l'omega” , nel senso che tutto “comincia” e “finisce” con una seduta di counseling, volta dapprima a focalizzare i principali nodi problematici dell'ipotetico cliente, poi ad “orientarlo” (scegliendo insieme il modo) nei successivi percorsi di crescita e/o allenamento ; e infine a ricomporre con lui il quadro delle sue esperienze personali ,alla luce degli obiettivi raggiunti o ancora da perseguire.
Il counselor, all'interno della“Palestra dell'anima”, non diviene né un maestro, né un personal trainer, perché comunque è sempre il consultante , a scegliere se e come procedere. Egli può veramente soloascoltare ,suggerire, accennare o illustrare le possibili vie percorribili all'interno della palestra , in relazione agli obiettiviche il cliente vorrebbe raggiungere, o alle esigenze che manifesta.
Il counselor può attivare laboratori di sperimentazioneche in ogni caso vanno approvatie graditi dalle persone che vi aderiranno.
La palestra dell'anima nonpropone un metodo (ma può utilizzare metodi diversi) e non si propone come “metodo” , macome ricerca filosofica applicata alla vita vissuta, dunque in qualche modo é “luogo di eserciziospirituale” e quindi in continuo incessante divenire, non solo per gli utenti ma anche per i counselor coinvolti!
Non vuole essere una scuola filosofica, così comefurono le antiche scuole di filosofia: con dei maestri, con dei precisi intenti dottrinali e /o degliindirizzi etici verso i quali indirizzare i propri iscritti, con dei vincoli e obblighi di frequenza e di condivisione di momenti.
La Palestra dell'Anima recupera l'idea della “cura di sé” come “Meletan” cioè esercizio, allenamento, forma di attività.
In ogni caso, coloro che si iscrivono ad una palestra di filosofia, “mettono in esercizio la pratica di se” e questa risulta essere uno dei migliori allenamenti per l'anima ,tenendo conto che “Ben pochi sono capaci di occuparsi di se stessi!”e se questo era vero nell'antichità, figuriamoci oggi!
La palestra dell'anima che io propongo sioffre come una “struttura elastica”, entro la quale è possibile“fare esercizio pratico di sé” di parola e di silenzio, cioè parlare di sé, ed essere ascoltati, allenarsi al dialogo, all'ascolto, allo scambio di saperi, esercitare l'uso consapevole del linguaggio, mettere in gioco il possibile, condividerlo, progettarlo, farlo agire . Che piaccia o no, intraprendendo questa strada, per quanto il counselor sia intenzionato a rimanere neutrale, circa la direzione che prenderà il suo cliente, è ovvio che instaurerà una relazione per certi versi “pedagogica”. In qualsiasi palestra io vada ad iscrivermi, ci sarà sempre qualcosa che mi viene insegnato, proposto, mostrato e che poi io liberamente sceglierò di fare oppure no, di provare,di sperimentare con il mio corpo e con la mia mente.
Tra le relazioni “pedagogiche che si instaurano nella pratica di sé, la più stimolante per un filosofo di formazione,è senz'altro quella fondata sulla maieutica, che è un vero e proprio metodo per“far partorire se stessi attraverso il dialogo” e nel quale si sostanzia secondo me la pratica del counseling filosofico.
Le attività della Palestradell'Anima si presentano come laboratori.
Con caratteristiche differenti ma sempre contenuti in un numero ridotto di ore, si da poter essere frequentati anche dai più impegnati dalla famiglia o dal lavoro.
Gli attrezzi che useremo nella Palestra, li portiamo già sempre con noi, sono la parola scritta e orale, la nostra sensibilità , il desiderio di giocare, di ricerca, di comprensione ed il percorso filosofico o speculativo , non deve spaventare nessuno ,perché come scrisse Maria Zambrano :
"La filosofia non è un requisito per entrare nel “mondo dellacultura”, ma per entrare in se stessi, senza rimanervi prigionieri” ( M. Zambrano “Verso un sapere dell'anima” Cortina ed.pag. VIII introduzione). Riconosciamo dunque e finalmente che il nucleo fondante della filosofia non è il discorso ma la vita!
NellaPalestra dell'anima si va ad esercitare, a livello esistenziale, quella “cura di sé” che spesso il nostro mondo esercita solo a livello esteriore e solo a beneficio del nostro “apparire” corporeo.
La preoccupazione primaria oggi non è la felicità ma ”apparire felici”, non è la salute ma il “parer essere sani” si pensi solo all'uso smodato che si è fatto, o che si fa in certi ambienti delle lampade abbronzanti, che trasmettono attraverso la pellela sensazione di essere sempre “in vacanza” o di essere appena tornati da chissà quali viaggi esotici. Un finto sole per un finto mezzogiorno!
I filosofi antichi avevano cura di se stessi e della propria vita come ci testimoniano e dimostrano ampiamente i libri di M.Foucault e quelli di Hadot che indagano il ruolo del soggetto pensante nella storia della sua stessa vita.
Del resto era già patrimonio di Platone la concezione della cura di sé non solo come : attenzione al corpo, ma anche come riflessione esistenziale, nella quale l'essere si soffermava a ponderare e ad“assimilare” i fatti della vita , a percepirne l'emozione, ad anticiparne mentalmente le direzioni, a sperimentarne le possibilità, anche solo come proiezioni esistenziali, dei propri vissuti più significativi e magari più destabilizzanti.
La palestra dell'anima così come la intendo io, più che “indirizzo di pensiero” ,è luogo di “allenamento “ delpensiero e nel tentativo di aderire il più possibile al senso dell' allenarsitotale dell'Essere.
Pertanto questa proposta nasce dall'aververamente ripercorso , secondo alcune direttrici, l'indirizzo fisico di taluni allenamenti fisici.\ Mentre cercavo stretti paralleli con l'educazione fisica, mi imbattei in una lettera di Fiona May, grande campionessa sportiva ,nota anche ai mass media e mito per le ragazzine, eccovela :
“Gli atleti professionisti non devono essere solo di stimolo alla educazione del corpo, perché dietro a qualsiasi disciplina vi è anche una educazione della mente e dell'animo. I mass media alleati del mercato snaturano alcune discipline sportive col proposito di spettacolarizzarle, per centrare l'opinione della gente su risultati impressionanti. Ignorano l'individuo con i suoi umori , i suoi stati d'animo. Quando si corre si corre con tutti noi stessi, così quando si salta, si nuota ecc..La strada che ignora questa unione di corpo e anima è rischiosa perché è con l'animo che il corpo dovrà convivere . Allenare il corpo significa nel fare sport, allenare la pazienza, la tenacia, l'ascolto di se, l'umiltà, la comprensione, la tolleranza e l'amore. ..., non bisogna mai smettere di studiare il corpo : la sua forza, la sua grazia,..non bisogna mai smettere di sentire il tutt'uno con l'animo..”
(“Introduzione di Fiona May a “Sportivamente” manuale di educazione fisica edito da G.D'Anna Messina.Firenze, autori Del Nista,Parker Tasselli).
Questo è anche il senso dei percorsi di counseling filosofico che si rivolge alla globalità dell'essere qui e ora :con un corpo, con una mente e con un'anima!
Vi aspetto (con convinzione ed entusiasmo).
Floriana Zerbini
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